Bunaea alcinoe è una specie della famiglia dei Saturniidae diffusa in gran parte dell’Africa. Esistono diverse forme e sottospecie di questa specie, tutte da verificare, ma per ora l’unica distinzione netta nel genere conosciuta si ha fra Bunaea alcinoe e Bunaea aslauga, specie endemica del Madagascar, dove invece non vola la congenere. Bunaea caffra è stata oggetto di diverse discussioni in ambito tassonomico, ed al momento è registrata come sottospecie di Bunaea alcinoe.
I maschi si distinguono dalle femmine per la taglia minore, le ali anteriori maggiormente falcate e le antenne, che nei maschi sono ampiamente bipettinate, mentre nelle femmine sono filiformi. L’apertura alare può toccare i 16 cm.
L’accoppiamento avviene di notte e la coppia rimane unita sino al pomeriggio del giorno successivo. G. Fleischmann ha riportato i seguenti risultati:
“Una femmina si è accoppiata il 14 novembre dalle 3:00 alle 17:15, un’altra il 18 novembre dalle 22:20 alle 17:00 del giorno seguente.”
Nella mia esperienza ho avuto un accoppiamento il 17 aprile, di notte, ed è durato sino alle 19:00 del giorno successivo. Un altro l’ho potuto osservare il 29 aprile, sempre di notte, durato sino al pomeriggio del giorno successivo.
Le uova sono relativamente piccole (di dimensioni comparabili a quelle di Gonimbrasia zambesina) e bianche, schiacciate al centro del micropilo. Nella mia esperienza, hanno impiegato circa tre settimane a schiudersi (21-22 giorni).
I bruchi preferiscono un clima caldo e umido e l’umidità va curata con particolare attenzione ad ogni stadio dello sviluppo. A partire dal terzo stadio è meglio allevarli in gabbie ben aerate. Muta dopo muta i bruchi sviluppano i tubercoli bianchi o gialli su tutto il corpo e, al quarto stadio in particolare, sono molto evidenti. Il corpo è nero tendente all’arancione, gli stigmi respiratori sono marcati di giallo e contornati da un anello rosso.
I bruchi, polifagi, in cattività si nutrono soprattutto di ligustro, ma anche la quercia, durante la bella stagione, è un’ottima pianta nutrice per i bruchi di Bunaea alcinoe. Sono accettati anche Rhus, melo e varie specie di Prunus. Sarebbe interessante provare il lauroceraso (Prunus laurocerasus), come alternativa al ligustro durante l’inverno.
La ninfosi, come tipico per le specie della tribù dei Buneini, avviene a 20-30 cm sottoterra, pertanto in allevamento è necessario fornire uno spesso strato di terra nel quale i bruchi possano scavare e costruirsi la loro ‘cella pupale’ dove porteranno a termine la fase larvale del loro ciclo vitale.
Le crisalidi sono destinate a schiudersi la primavera seguente (i bruchi in natura si ritrovano in dicembre-gennaio), dopo la stagione secca. In allevamento è possibile avere anche due generazioni all’anno facendo riferimento al fatto che l’umidità è il fattore determinante nella diapausa di questa specie. Alternare periodi di relativa siccità (scarse nebulizzazioni) con periodi in cui invece le crisalidi vengono nebulizzate frequentemente può favorire lo sfarfallamento. L’ideale, per ricreare una ‘stagione delle piogge’ è immergere in acqua tiepida per qualche minuto le crisalidi, anzichè nebulizzarle.
Nel mio allevamento, ho avuto i primi sfarfallamenti il 16 aprile 2011, e avevo dissotterrato le crisalidi il 31 gennaio 2011.











