Attacus lorquinii (C. & R. Felder, 1861)

Attacus lorquinii, femmina

Attacus lorquinii, femmina

Attacus lorquinii è un Saturnide del genere Attacus che, a differenza delle congeneri, raggiunge al massimo i 15 cm di apertura alare, dimensioni dimezzate rispetto ad Attacus caesar (=Attacus imperator) ed Attacus atlas. A differenza di quest’ultima, però, pare che Attacus lorquinii, come Attacus caesar, sia diffusa solamente nelle Filippine, in un areale molto più ristretto.

Attacus lorquinii, maschio

Attacus lorquinii, maschio

Maschi e femmine sembrano Attacus atlas di dimensioni dimezzate. Le ‘finestre alari’ sono più grandi nelle femmine che nei maschi.

Per quanto riguarda l’accoppiamento, le indicazioni sono le stesse per Attacus caesar (=Attacus imperator), Attacus atlas ed Attacus lorquinii. Può avvenire facilmente in gabbie di grandi dimensioni: è necessario un buon livello di umidità ed alte temperature. Nella mia esperienza con Attacus atlas, specie affine, però, è bastata una gabbia di 20x30x60 cm. La femmina depone fino a 200 grosse uova che si schiudono mediamente in 12 giorni secondo la temperatura. Le uova vengono deposte a gruppetti e sono marroncine, colore dato dalla colla utilizzata dalla femmina per incollare le uova al substrato.

I bruchi sono molto polifagi e si nutrono principalmente di piante del genere Citrus e ligustro, ma sono accettate moltissime altre piante, fra cui salice, frassino, lauroceraso e Ficus. Pare che, come Attacus atlas, gradiscano una dieta mista, poichè in natura vengono a contatto con diverse specie vegetali muovendosi da una pianta all’altra. Fornire più piante nutrici può quindi migliorare in qualche modo lo sviluppo dei bruchi.

Attacus lorquinii, bruco all'ultimo stadio

Attacus lorquinii, bruco all'ultimo stadio

Dopo circa cinque giorni dalla schiusa, i bruchi mutano per la prima volta, iniziando a produrre una sostanza cerosa che ne riveste il corpo fino all’ultimo stadio. Tale sostanza è prodotta in minor quantità rispetto alla congenere Attacus atlas . I tubercoli presenti su tutto il corpo dei bruchi aumentano di dimensioni man mano che crescono. In circa un mese, lo sviluppo larvale è completo e i bruchi raggiungono i 12 cm di lunghezza e i 2 cm di diametro. All’ultimo stadio, la sostanza cerosa viene prodotta in ancor minor quantità, lasciando in vista il corpo verde del bruco e una macchia rosa nei pressi dell’ultimo paio di pseudozampe, oltre alle caratteristiche macchie rosse a forma di anello attorno agli stigmi respiratori.

Il grosso bozzolo di A. lorquinii viene tessuto sui rami della pianta nutrice ed è provvisto di uno spesso peduncolo di seta. I bozzoli possono essere lasciati così come sono nella gabbia in attesa dello sfarfallamento, oppure è possibile appenderli per il peduncolo al soffitto della gabbia di sfarfallamento. Gli adulti sfarfallano in circa un mese se le condizioni sono favorevoli (è necessario spruzzare frequentemente acqua nebulizzata sui bozzoli e mantenere temperature superiori ai 25°C per favorire lo sfarfallamento), altrimenti in inverno possono passare alcuni mesi in diapausa. Maschi e femmine non tendono a sfarfallare contemporaneamente, per questo è difficile ottenere accoppiamenti se non si ha una buona quantità di bozzoli. E’ possibile ottenere ibridi con le congeneri Attacus atlas e Attacus caesar, con le quali in alcuni casi il maschio e la femmina di Attacus lorquinii si accoppia naturalmente, senza necessità di hand-pairing.