Actias (=Graellsia) isabellae (Graëlls, 1849)

Maschio di Actias isabellae - foto di Rolf Schafroth

Graellsia isabellae, la farfalla luna spagnola, è un Saturnide presente nelle foreste conifere francesi e spagnole di discreta altitudine. E’ considerata da molti la più bella farfalla europea. Gli adulti sono stati ritrovati in volo anche in Svizzera, ma si tratta comunque di una specie piuttosto rara ed anche ben protetta dalle convenzioni internazionali quali quella di Berna del 1979. Essa è ormai riconosciuta come parte del genere Actias, che comprende Saturnidi molto eleganti, provvisti di prolungamenti delle ali posteriori (code) e macchie ocellate, solitamente una per ala, a scopo intimidatorio. Questa specie può dare ibridi fertili con molte altre specie del genere Actias. Esistono due sottospecie nominate al momento: ceballosi (spagnola) e galliaegloria (Oberthur, 1922, francese). Per numerosi studiosi in ogni caso si tratta di variazioni accomunabili alla specie nominale isabellae isabellae.

Maschio di Actias isabellae - foto di Klaus Emisch

Questa specie ha una generazione annuale e vola da aprile a giugno a seconda della latitudine e dell’altitudine.
Ha un’apertura alare di circa 100-120 mm e colore di fondo variabile da verde pallido a molto scuro, con venature rosso-rosso mattone e marroni. Le macchie ocellate presenti su ogni ala sono più grandi nei maschi, che hanno anche code alari più pronunciate.

Le piante nutrici della specie sono il pino mugo, il pino silvestre, il pino nero e Pinus radiata. Altre varietà di pino possono essere provate, ma molti hanno riportati insuccessi con specie diverse da quelle già citate.

Bruchi al primo stadio di Actias isabellae - foto di Werner Spiess

Le femmine, che a differenza dei maschi sono attratte dalla luce artificiale solo dopo l’accoppiamento, depongono le uova nelle prime ore notturne non appena terminata la copula. Queste sono relativamente piccole, marroncine e deposte in piccoli gruppi. Schiudono in un paio di settimane. I piccoli bruchi appena nati sono neri (molto simili a quelli di Actias dubernardi). Dopo la prima muta diventano grigio-marroncini e successivamente verdi con piccoli puntini bianchi su tutto il corpo da cui si diparte una folta peluria dello stesso colore. I bruchi si impupano nel terreno, costruendo un bozzolo molto rado. Questo costituirà lo stadio svernante.

Bruco al quinto stadio di Actias isabellae - foto di Klaus Emisch

L’allevamento in generale non è molto semplice e talvolta può risultare problematico come nel caso di Actias dubernardi. Le stesse note di allevamento per questa specie dovrebbero essere seguite per Actias isabellae. Non è dunque una cattiva idea provare ad allevare i bruchi di questo Saturnide direttamente sui rami della pianta nutrice, qualora si avesse la possibilità di costruire o acquistare sleeves, sacchi di rete a maglia fine ideali per un allevamento outdoor. Il principale vantaggio di questo sistema è l’immediata disponibilità di cibo fresco; attenzione però a curare l’igiene aprendo frequentemente le sleeves facendo rotolare via gli escrementi.

Bruco al quinto stadio di Actias isabellae - foto di Gary Saunders