Approfondimento: i generi Salassa ed Asthenidia
6 giugno 2011
Generale asthenidia, salassa Commenta!
Recentemente mi è stato chiesto di scrivere un post su due generi della famiglia dei Saturniidae poco conosciuti: Salassa ed Asthenidia. Ho voluto aggiungere dei riferimenti bibliografici per ciascun genere per gli anglofoni che vogliono addentrarsi ancora di più in materia. Il materiale a disposizione sul web è comunque soprattutto di tipo tassonomico. Parlare di tecniche di allevamento in questo caso è davvero difficile, date le poche informazioni sulle piante nutrici e, più in generale, sul comportamento degli stadi larvali di questi Saturnidi.
Partiamo da quest’ultimo. Il genere Asthenidia (Westwood, 1879), sinonimo di Therinia, appartiene alla sottofamiglia Oxyteninae, che alcuni studiosi ritengono essere una famiglia a parte, a causa delle caratteristiche degli adulti e delle abitudini dei bruchi. Queste falene, che a prima vista sembrerebbero invece ropaloceri (cioè farfalle diurne), sono diffuse in America centrale e meridionale. Non si conosce molto degli stadi larvali dei Saturnidi di questo genere, che comprende una decina di specie. I bruchi hanno ninfosi sotterranea.
Unico genere della sottofamiglia Salassinae è invece il genere Salassa (Moore, 1859). L’areale di distribuzione di queste specie comprende tutta l’Asia sud-orientale e la Cina. Questi Saturnidi hanno quasi tutti un’apertura alare media di 100 mm. Si tratta di specie montane che si ritrovano anche ad alta quota, in Nepal e nei pressi delle più alte vette thailandesi. Probabilmente sono monovoltine, ma non sono riuscito ad inviduarne lo stadio svernante. I bozzoli sono tessuti a livello del terreno.
Bibliografia:
Witt, T.J. & S.N. Pugaev, 2007: Salassa belinda sp.n.- a new Nepalese Saturniidae species from the lola Westwood, 1847- group (Lepidoptera: Saturniidae). Entomofauna Monographie 1: 1-11
Zhang, W.W. & S. Kohll, 2008: Salassa shuyiae n. sp., a new giant silkmoth from Hainan, China (Lepidoptera: Saturniidae: Salassinae). Nachr. entomol. Ver. Apollo N.F. 29 (1-2): 47-52.



